Sabato 1 febbraio, il TG5 ha dedicato un approfondimento all’era dei droni (link), analizzando le molteplici applicazioni di questa tecnologia e le prospettive future.
Il futuro della mobilità aerea
Il servizio parte analizzando l’impatto che i droni avranno nel riscrivere le regole dell’uso dello spazio aereo. La terza dimensione rappresenta il futuro della mobilità: gli UAV (Unmanned Aerial Vehicle) sono già impiegati per la consegna di merci e medicinali, interventi di soccorso e monitoraggio del territorio. Attualmente in Europa si contano 1.8 milioni di droni registrati, di cui 150.000 solo in Italia, iscritti al portale d-flight. Grazie a piattaforme come questa, è possibile consultare le mappe delle aree in cui il volo dei droni è consentito o interdetto ed è possibile registrarsi.
Si prevede una crescita del settore nei prossimi anni, con una previsione economica di 56 miliardi di euro entro il 2030. Numeri impressionanti che comporteranno una ricaduta positiva in temini occupazionali. Tuttavia, per permettere un uso diffuso e sicuro dei droni, è necessario l’implementazione dello U-space, la definizione cioè di uno spazio aereo dedicato e tecnologicamente avanzato in cui intervengono provider certificati per l’erogazione dei servizi digitali.
L’importanza dello U-space e il ruolo dell’ENAC
L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) è responsabile della definizione delle regole di volo e della certificazione delle società in grado di offrire servizi di sicurezza per queste nuove “autostrade del cielo”.
Carmela Tripaldi, responsabile della Direzione Centrale Standard Tecnici e Operatività Aeronautica presso ENAC, spiega che I servizi dello U-space comprendono:
- Autorizzazione al volo
- Geo-awareness (consapevolezza geografica)
- Network identification (identificazione in rete)
- Traffic information (informazioni sul traffico aereo)
Annuncia inoltre che l’Italia si posiziona tra i paesi più avanzati nel settore avendo già certificato il CISP (Common Information Service Provider), che raccoglie e fornisce informazioni sui singoli U-space istituiti. Il primo U-space italiano sarà realizzato a San Salvo (Chieti), grazie all’iniziativa del colosso della logistica Amazon che mira alla consegna di merci tramite droni.
Droni e difesa: le implicazioni etiche
Molte delle tecnologie dei droni derivano dalla ricerca bellica. I droni sono sempre più utilizzati sui campi di battaglia, con la tendenza a sviluppare modelli di dimensioni ridotte, difficilmente rilevabili dai radar. Il primo drone armato fu il Predator, progettato dagli Stati Uniti. Tuttavia, l’uso dei droni in guerra solleva questioni etiche, come la possibilità di colpire a distanza senza rischi diretti per gli operatori, rendendo il conflitto simile a un videogioco.
Droni in agricoltura e monitoraggio ambientale
Pur se di origine militare, l’uso dei droni si sta diffondendo sempre più in ambito civile. Uno dei settori maggiormante impattati è l’agricoltura. Vengono utilizzati droni per il controllo degli appezzamenti, la verifica dello stato di salute delle piante e la distribuzione mirata di prodotti biologici. Anche nel monitoraggio ambientale i droni sono fondamentali: possono raccogliere dati sulla fauna marina, monitorare le foreste e prevenire incendi.
Droni sottomarini e intelligenza artificiale
Il servizio passa poi ad evidenziare le molteplici applicazioni dei droni che non operano solo nei cieli ma anche in superficie e sott’acqua. Questi ultimi in particolare, considerati essenziali per l’esplorazione e la ricerca dei fondali marini, possono restare a 3.000 metri di profondità per mesi, eseguendo operazioni meccaniche con bracci robotici. Aziende come Saipem testano i propri droni per attività sottomarine, sfruttando l’AI per migliorare la navigazione e l’interazione con l’ambiente.
Sicurezza urbana e protezione delle aree sensibili
Non tutto quello che luccica è oro. I droni introduco inevitabilmente delle nuove problematiche tra cui la necessità di tutelare le aree interdette al volo. A Roma e in Vaticano, ogni giorno, volano circa 300-400 droni non autorizzati – precisa Giulio Segurini, CEO di StradaAI, azienda intenzionata a farsi largo come provider di servizi U-space – , rappresentando un potenziale rischio per la sicurezza. Attualmente, non esiste una “bolla di protezione” efficace nelle città, sottolinea Carmela Tripaldi. Per ovviare a questa criticità, StradaAI e Italpol hanno installato due antenne passive nel centro della Capitale per monitorare il traffico dei droni in tempo reale, con una copertura fino a 12 km.
Un settore in crescita e nuove opportunità di lavoro
L’innovazione portata dai droni non riguarda solo la tecnologia, ma anche il mondo del lavoro. Oltre ai piloti, il settore richiederà avvocati specializzati, esperti finanziari, operatori e manutentori. Giulio Segurini sottolinea come questa evoluzione rappresenti un’opportunità incredibile. Dello stesso avviso Luciano Castro, presidente della Roma Drone Conference, che evidenzia come pur se circa il 90% dei droni venduti in Italia siano destinati ancora ad attività ricreative e amatoriali, il loro utilizzo in ambito professionale sta crescendo rapidamente.
Conclusioni
L’era dei droni è già iniziata e continuerà a trasformare la nostra società nei prossimi anni. Con lo sviluppo dello U-space, la crescita dell’intelligenza artificiale e l’integrazione con altre tecnologie, i droni diventeranno sempre più protagonisti della mobilità, della sicurezza, dell’ambiente e dell’industria. La strada verso un futuro in cui la terza dimensione diventerà parte integrante della nostra quotidianità si sta definendo proprio in questi anni ed in parte è già tracciata.

