Amazon ha sospeso in modo ufficiale il progetto Prime Air di consegna dei pacchi con i droni in Italia a seguito di una “revisione strategica” della propria attività su territorio nazionale.
La notizia è stata diramata da ENAC attraverso un comunicato stampa pubblicato a fine anno: “L’Enac ha recentemente ricevuto da parte di Amazon la comunicazione ufficiale di sospensione del progetto Amazon Prime Air di ‘Drone Delivery’ avviato in Italia, presso San Salvo, in Abruzzo, e della relativa certificazione di operatore LUC (Light UAS Operator Certificate)”.
Il progetto di “Drone Delivery” prevedeva consegne tramite droni direttamente a casa dei clienti del servizio Prime Air— entro circa 30 minuti dall’ordine — e l’Italia era stato l’unico Paese dell’UE selezionato dal colosso dell’e-commerce. Le consegne sarebbero partite dall’area operativa realizzata nell’importante centro logistico Amazon PS2 sito in San Salvo (CH), per poi estendersi in altre zone del territorio nazionale. Nel dicembre 2024 si annunciava il successo del primo volo di consegna.
La scelta di Amazon è stata un volano per le recenti certificazioni in ambito dei servizi U-space acquisite dalla società D-flight, come indicato durante gli interventi dei rappresentanti della compagnia alla conferenza Roma Drone.
L’Italia è stata infatti il primo Paese in Europa a ottenere le certificazioni come CISP (Common Informazion Service Provider) e USS (U-Space Service Provider) , un traguardo che le permette di operare ufficialmente negli U-Space, cioè gli spazi aerei dedicati alla gestione avanzata dei droni. Le certificazioni CIS (Common Information Services) e USS (U-Space Services) garantiscono infatti che i servizi digitali necessari al traffico dei droni — come la gestione dello spazio aereo, lo scambio sicuro dei dati e il coordinamento con l’aviazione tradizionale — rispettino standard elevati di sicurezza, affidabilità e interoperabilità.
In considerazione dunque degli enormi sforzi fatti in quest’ultimo anno, la decisione di Amazon giunge inattesa, come evidenzia la stessa Enac: “pur confermando un indiscusso apprezzamento del proficuo lavoro svolto insieme ad Enac, -Amazon- per motivi di policy aziendale e come conseguenza delle recenti vicende finanziarie che hanno coinvolto il Gruppo, ha ritenuto di avviare il lancio delle operazioni commerciali e la richiesta di certificazione come operatore in un altro Stato membro dell’Unione Europea.”
Alla base della discutibile scelta del colosso di Seattle ci sono dunque motivazioni di carattere strategico ed una prima risposta alla recente sanzione comminata dall’Agenzia delle Entrate.
A seguito dell’inchiesta della Procura di Milano, Amazon dovrà versare al fisco italiano 723 milioni di euro, che saranno pagati a rate, a fronte di quasi 3 miliardi tra imposte, interessi e sanzioni calcolati dall’Agenzia.
Si tratta senza dubbio di un’occasione persa per l’Italia dei droni, soprattutto se si considera che il delivery rappresenta uno dei segmenti più promettenti del settore, su cui si fondano molte delle previsioni di crescita per i prossimi anni. Secondo le stime di PwC Strategy& Italy, presentate in occasione della Roma Drone Conference 2025, il valore del mercato del drone delivery in Italia è infatti destinato a crescere da 84 milioni di euro nel 2025 a 284 milioni di euro nel 2030.

