La sicurezza dello spazio aereo
Negli ultimi anni l’utilizzo dei droni è cresciuto in modo significativo, coinvolgendo una vasta gamma di settori: dal lavoro professionale al tempo libero, fino alle operazioni di emergenza e soccorso.
A confermarlo, in occasione della conferenza Rome Drone, è d-flight, il provider nazionale di servizi per l’aviazione a bassa quota. I dati mostrano un’espansione costante della comunità di operatori UAS in Italia, come evidenziato dalle registrazioni sul portale ufficiale della compagnia — punto di riferimento per chiunque utilizzi un drone nel nostro Paese.
D-flight, società partecipata da ENAV e Leonardo, gestisce i servizi regolamentati per la registrazione degli operatori UAS, la pubblicazione delle zone geografiche dove il volo è vietato o soggetto a restrizioni, e il supporto agli operatori professionali.
Durante il suo intervento Luigi Brucculeri, responsabile ricerca, sviluppo e business di d-flight, evidenzia come il numero di operatori cresce ogni anno di oltre il 20%, superando oggi i 175.000 registrati attivi sul territorio nazionale.

Molti di questi utilizzano il drone per scopi ricreativi, all’interno della Open Category, attratti dalla facilità d’uso e dalle tecnologie sempre più intuitive integrate nei modelli di ultima generazione. Tuttavia, dietro questa apparente semplicità si nasconde una questione cruciale: la sicurezza dello spazio aereo.
Ogni settimana, in Europa, vengono segnalati casi di droni che si avvicinano pericolosamente agli aeroporti, provocando sospensioni dei voli, rischi per la sicurezza e ingenti danni economici.
Per comprendere perché accade — e perché è così pericoloso — è necessario conoscere le regole che disciplinano il volo dei droni e le tecnologie che proteggono il traffico aereo.
Cos’è lo spazio aereo controllato
Lo spazio aereo non è tutto uguale.
La porzione di cielo che circonda gli aeroporti è chiamata spazio aereo controllato: un’area dove tutti gli aeromobili devono essere tracciati dai radar e comunicare costantemente con la torre di controllo.
Qui si muovono aerei di linea, jet privati ed elicotteri, seguendo rotte precise di decollo e atterraggio.
Un drone, invece, non è in grado di integrarsi in questo sistema: non trasmette segnali radar, non parla con la torre e può apparire all’improvviso nei punti più critici di una manovra.
Ecco perché l’accesso dei droni a questo spazio è vietato in modo assoluto, salvo autorizzazioni speciali per usi professionali e coordinati.
Le regole europee per i droni
Dal 2021, in tutta l’Unione Europea si applicano le norme dell’EASA (European Union Aviation Safety Agency), che impongono limiti chiari e uguali per tutti.
Ecco i punti fondamentali:
- È vietato volare entro 5 chilometri da un aeroporto, salvo permessi specifici.
- L’altezza massima consentita nella maggior parte dei casi è di 120 metri.
- Gli operatori di droni sopra i 250 grammi o con telecamera devono essere registrati e avere un numero identificativo.
- Ogni Paese pubblica mappe ufficiali, come il portale D-Flight in Italia, dove si possono controllare le zone interdette.
Chi viola queste regole rischia multe salate e, nei casi più gravi, denunce penali per messa in pericolo della sicurezza del traffico aereo.
Perché un drone vicino a un aeroporto è pericoloso
Un drone di un chilo può sembrare innocuo, ma a 250 km/h — la velocità di un aereo in decollo — diventa un proiettile capace di provocare gravi danni.
Ecco i principali rischi:
1. Collisione fisica
Un impatto con un motore o con il parabrezza può avere conseguenze simili a quelle di un bird strike, ma con esiti peggiori: un drone è fatto di plastica dura, metallo e batterie al litio, materiali che possono distruggere un motore a reazione.
2. Interferenze e malfunzionamenti
Alcuni modelli usano frequenze radio o GPS che possono interferire con i sistemi di bordo o di comunicazione degli aerei.
3. Chiusura delle piste
Basta un solo avvistamento per bloccare tutti i decolli e gli atterraggi.
Quando succede, gli aerei vengono dirottati, i passeggeri restano a terra e le perdite economiche possono superare le centinaia di migliaia di euro all’ora.
Nel 2018, l’aeroporto di Gatwick a Londra fu costretto a fermarsi per più di 30 ore a causa di un drone non identificato.
Come si cerca di prevenire gli incidenti
Molti aeroporti europei stanno investendo in sistemi anti-drone: radar dedicati, sensori ottici e tecnologie di “geofencing” che impediscono ai droni di decollare vicino a zone vietate.
Anche i produttori, come DJI o Parrot, integrano nei software dei droni dei limiti automatici di quota e distanza dagli aeroporti.
Le forze dell’ordine, intanto, collaborano con le autorità dell’aviazione civile per individuare e sanzionare i voli illegali, anche grazie a sistemi di tracciamento remoto (Remote ID).
L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo
In Italia, il monitoraggio delle violazioni e degli incidenti che coinvolgono i droni è affidato all’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV). Lo ha ricordato il Generale Antonino Faruoli durante il suo intervento alla conferenza Rome Drone.
Il Generale, appartenente all’Aeronautica Militare e in servizio presso l’Agenzia come investigatore di incidenti di volo, ha illustrato l’andamento degli eventi registrati nel 2025, basandosi sui dati dell’ANSV e sul sistema europeo ECCAIRS (European Co-ordination Centre for Accident and Incident Reporting Systems).
I numeri, ha spiegato, restano al momento contenuti: dall’inizio dell’anno si sono verificati soltanto due incidenti e sei “serious incidents”, ossia eventi che hanno sfiorato l’esito di un vero e proprio incidente. Tuttavia, si registra un aumento delle segnalazioni di avvistamento di droni in aree sensibili: da gennaio a oggi sono 32 i casi riportati, in gran parte da operatori aeroportuali e servizi di elisoccorso.
Siamo dunque ancora lontani dai livelli del 2024, anno in cui le segnalazioni complessive erano state 63, ma la tendenza è in crescita. Come sottolinea il Generale Faruoli, i dati attualmente disponibili non riflettono l’intero fenomeno, poiché esiste una quota significativa di eventi non segnalati — il cosiddetto sommerso — che comprende incidenti minori, violazioni, errori o omissioni.
Un fenomeno che, pur ancora poco visibile nelle statistiche ufficiali, è estremamente rilevante e preoccupante, soprattutto per le potenziali conseguenze che un uso improprio dei mezzi UAS può avere sulla sicurezza dello spazio aereo e delle persone
Un volo responsabile è un volo sicuro
Volare con un drone è un’attività affascinante, ma richiede consapevolezza e rispetto delle regole. Lo spazio aereo è condiviso e ogni errore può avere conseguenze molto più gravi di quanto sembri.
Controllare sempre le mappe d-flight prima di decollare e tenersi lontani dagli aeroporti non è solo un obbligo di legge: è un gesto di responsabilità verso chi vola, lavora o semplicemente si trova sotto quel cielo.

