Dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore lo U-space di San Salvo, un’area designata dall’Autorità Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) in cui le operazioni con droni sono gestite attraverso servizi digitali avanzati, secondo il quadro normativo europeo sull’integrazione dei sistemi unmanned nello spazio aereo.
La designazione di uno U-space non rappresenta semplicemente l’introduzione di nuove regole locali, ma l’attivazione di un ecosistema regolato in cui l’interazione tra operatori, fornitori di servizi e autorità è interamente digitalizzata e tracciabile. A garantire tali aspetti il complesso processo di certificazione, necessario sia a valutare l’doneità dei provider, che dei servizi digitali da essi forniti.
LIR 700 – San Salvo/U-SPACE
L’area di San Salvo è stata inserita per la prima volta nella pubblicazione aeronautica (AIP-ENR 5.1.2 Zone Regolamentate) a fine 2024 come zona regolamentata LIR700, inizialmente istituita quale sandbox operativa per la fase di pre-esercizio dello U-space.

All’interno di tale area sono stati condotti i primi test del servizio Prime Air di Amazon. Presso il centro logistico di San Salvo è stato infatti realizzato il primo PADDC (Prime Air Drone Delivery Center) italiano.
Nelle intenzioni iniziali, proprio nell’area di San Salvo avrebbe dovuto prendere avvio il primo servizio nazionale di last-mile delivery mediante droni, con consegne dirette ai clienti finali del servizio Prime Air. Tuttavia, nel dicembre del 2025, ENAC ha comunicato mezzo stampa la decisione di Amazon di abbandonare il progetto in Italia.
Cosa significa operare in uno U-space
Lo U-space è un volume di spazio aereo in cui le operazioni UAS sono rese possibili e sicure grazie a servizi digitali obbligatori, tra cui identificazione di rete (NIS – Network Identification Service), geo-consapevolezza (Geo-awarness), autorizzazione al volo (FAS – Flight Authorization Service) e informazioni sul traffico (TIS – Traffic Information Sevice). Si tratta in sostanza di uno spazio aereo controllato per il volo dei droni. L’obiettivo è consentire un’elevata densità di operazioni garantendo al tempo stesso livelli adeguati di sicurezza, prevedibilità e separazione tra traffico manned e unmanned. In particolare, lo U-space appare un elemento chiave per l’abilitazione di un elevato numento di operazioni con droni che volano fuori dal campo di vista del pilota (BVLOS – Beyond Visual Line of Sight), alla base di servizi operativi routinari come il delivery di tipo commerciale e sanitario.
Affinché uno U-space possa essere pubblicato e reso operativo sono necessarie due entità distinte ma complementari (Per maggiori informazioni cfr.: ENAC – Linea Guida U-space)
La prima è il CISP (Common Information Service Provider), che opera in ambito regolato e fornisce le informazioni comuni ufficiali su cui si basa l’intero sistema: limiti geografici, capacità massima, restrizioni, parametri tecnici, condizioni operative e dati aeronautici rilevanti, lista dei provider U-space, lista dei servizi obbligatori.
La seconda è costituita dagli USSP (U-space Service Provider), che operano in libero mercato e competono tra loro nell’erogazione dei servizi U-space agli operatori di droni. Gli USSP devono essere certificati e scambiano dati con il CISP per garantire coerenza, interoperabilità e aggiornamento continuo delle informazioni.
Nel caso italiano, il fornitore unico nazionale designato da ENAC per il servizio di informazioni comuni è D-Flight, che è anche USSP certificato.
Dove trovare le informazioni ufficiali

Tutte le informazioni operative relative allo U-space di San Salvo sono consultabili attraverso la piattaforma D-Flight. Cliccando sull’area U-space pubblicata in mappa è possibile accedere al pannellino informativo che riporta in modo sintetico le regole dell’aria applicabili.
La specifica tecnica completa (Edizione 1, Revisione 0 del 23 dicembre 2025) è disponibile tramite collegamento ufficiale al portale della società e costituisce il riferimento normativo-operativo per gli operatori.
Caratteristiche principali dello U-space di San Salvo
Lo U-space di San Salvo si estende su un’area di circa 300 km², con una quota massima operativa fissata a 120 metri AGL. Il volume ricade in spazio aereo non controllato e non presenta suddivisioni interne: l’intera area è gestita come un unico blocco operativo.
L’attivazione dello U-space è prevista quotidianamente dall’alba al tramonto, con esclusione del sabato e dei giorni festivi. Al di fuori di queste finestre temporali, l’area non è operativa come U-space e torna ad essere spazio aereo libero di classe G.
All’interno del perimetro è istituita una zona geografica UAS di divieto in corrispondenza dell’Ospedale di Vasto:
NFZ Vasto Hospital
- Linea congiungente i punti:
- 42°06’51” N 14°42’57” E
- 42°06’52” N 14°42’45” E
- Poi arco di cerchio con centro in 42°06’45.377” N 14°42’44.57” E, in senso antiorario, con raggio 200 m, fino a:
- 42°06’39” N 14°42’44” E
- 42°06’38” N 14°42’54” E
- 42°06’51” N 14°42’57” E
In tale volume le operazioni UAS non sono consentite.
Sotto il profilo della gestione del traffico, la capacità massima è fissata a 35 operazioni simultanee. Questo parametro rappresenta il numero massimo di voli che possono essere autorizzati contemporaneamente all’interno dell’area, in coerenza con le valutazioni di rischio effettuate.
Sono inoltre stabilite soglie di deviazione pari a 175 metri in orizzontale e 18 metri in verticale. Tali valori costituiscono parametri di riferimento nella pianificazione e nel monitoraggio delle operazioni, contribuendo alla corretta gestione della separazione e al mantenimento dei livelli di sicurezza previsti.
Condizioni operative e limiti meteorologici
Le operazioni sono consentite esclusivamente in condizioni diurne. È richiesta assenza di precipitazioni, con vento costante inferiore a 8 m/s e raffiche inferiori a 12 m/s. L’intervallo di temperatura ammesso è compreso tra −10 °C e +45 °C, in assenza di condizioni di icing, e la visibilità deve essere superiore a 5 km.

Il rispetto di tali parametri è condizione necessaria per mantenere i livelli di rischio accettabili individuati nell’Airspace Risk Assessment (ARA).
Requisiti tecnici per i sistemi UAS
Per operare nello U-space di San Salvo, il sistema UAS deve rispettare requisiti minimi di performance. La velocità massima consentita è inferiore a 35 m/s in orizzontale e a 10 m/s in verticale. È richiesto un sistema GNSS per la navigazione, con errore massimo di posizionamento pari a 3 metri in orizzontale e 2 metri in verticale.

La latenza massima ammessa è di 500 millisecondi e il collegamento C2 deve garantire performance adeguate alle operazioni pianificate. Questi parametri sono determinanti per assicurare affidabilità del tracciamento, corretta gestione del traffico e tempestività nell’applicazione delle procedure di contingenza.
Gestione delle emergenze
La specifica dello U-space di San Salvo prevede l’applicazione di procedure di contingenza ed emergenza nei casi di rilevamento di traffico con equipaggio, degradazione o indisponibilità dei servizi U-space e in caso di flyaway. Trattandosi di spazio aereo non controllato, tali procedure coinvolgono il FIC (Flight Information Center) competente.
Per quanto riguarda il traffico con equipaggio, nella pubblicazione aeronautica è previsto un divieto di sorvolo dell’area a tutto il traffico aereo, ad eccezione di aeromobili di Stato, operazioni di elisoccorso (HEMS – Helicopter Emergency Medical Service), missioni di ricerca e soccorso (SAR – Search and Rescue) e aeromobili preventivamente autorizzati da ENAC.
Le procedure di attraversamento dell’area richiedono un coordinamento preventivo con il Roma ACC/FIC. A seguito della richiesta, il FIC contatta il team ENAV IAM-CC (Innovative Air Mobility Coordination Center), già individuato come soggetto delegato ai coordinamenti con i servizi del traffico aereo (ATS), quando richiesto da operazioni in spazi aerei controllati.

Il team IAM-CC provvede quindi alla disabilitazione temporanea dello U-space. Tale disabilitazione genera per tutti gli utenti un messaggio di “Flyaway”, che comporta l’obbligo di liberare l’area. Dopo un intervallo di tempo prestabilito, dell’ordine di alcuni minuti, calcolato per consentire agli operatori di completare le operazioni di volo in corso, l’aeromobile con equipaggio può accedere allo spazio in condizioni di sicurezza.
L’operatore UAS è tenuto a conoscere queste procedure e a integrarle nelle proprie procedure operative standard, assicurando tempestiva reazione agli avvisi di disabilitazione e piena conformità alle prescrizioni pubblicate.
Cosa deve fare l’operatore prima di volare
Operare nello U-space di San Salvo comporta l’obbligo di pianificare e gestire il volo attraverso un USSP certificato, attualmente D-Flight, da contattare tramite PEC all’indirizzo protocollogenerale@pec.dflight.it.
L’operatore deve inoltre:
- verificare preventivamente le condizioni operative aggiornate pubblicate sulla piattaforma D-Flight;
- assicurarsi che il proprio sistema UAS sia conforme a tutti i requisiti tecnici e prestazionali applicabili;
- utilizzare i servizi U-space obbligatori forniti dal provider designato.
In particolare, al fine di garantire la visibilità del proprio UAS durante le operazioni attraverso il servizio obbligatorio NIS (Network Identification Service), l’operatore potrebbe dover dotare il proprio mezzo di una tracking box, idonea alla trasmissione dei dati di identificazione e posizione.
Eccezioni all’uso dei servizi U-space per i C0
I requisiti dello U-space, definiti nella specifica pubblicata da ENAC, non si applicano alle operazioni in categoria OPEN A1 con droni marcati C0. In tale contesto operativo, come indicato su D-Flight, in accordo con l’Articolo 3 del Regolamento (UE) 2021/664, non è infatti richiesto l’uso dei servizi U-space..
Gli operatori che svolgono tali operazioni devono tuttavia soddisfare i seguenti vincoli:
- Altezza massima operativa: 28 m AGL
- Divieto di volo nella NO Fly Zone Vasto Hospital
- Utilizzare il principio del See And Avoid per separarsi da eventuali altri aeromobili.
Lo U-space appare dunque un modello evoluto di gestione del traffico unmanned che consente di operare in modo strutturato, tracciabile e sicuro anche in contesti con maggiore densità operativa, definendo regole di coordinamento, categorie di esclusione e servizi digitalizzati ad elevato valore aggiunto, atti a garantire elevati livelli di sicurezza nello svolgimento delle operazioni.

