La tecnologia avanza e con essa anche le normative per garantire la sicurezza e la privacy nel mondo dei droni. Una delle innovazioni più importanti è la Direct Remote Identification (RID), una funzione fondamentale per il volo sicuro e regolamentato dei droni.
Cos’è la Direct Remote Identification?
La Direct Remote Identification, o semplicemente RID, è una tecnologia che consente localmente di identificare e monitorare i droni durante il volo. Grazie a questa funzione, ogni drone trasmette in broadcast informazioni identificative e di volo, come:
- Numero di identificazione del drone (Serial number)
- Numero identificativo dell’Operatore (EASA code)
- Posizione attuale
- Altezza
- Velocità
- Posizione del pilota o operatore remoto
Questi dati vengono trasmessi in tempo reale a chiunque disponga di un ricevitore compatibile, permettendo un monitoraggio trasparente e accessibile.
Perché è Importante?
La Direct Remote Identification offre diversi vantaggi chiave:
- Sicurezza Pubblica: Le autorità possono identificare e localizzare droni potenzialmente pericolosi o che operano in aree non autorizzate.
- Responsabilità: Gli operatori di droni possono essere identificati, il che aiuta a responsabilizzare l’uso dei droni e a prevenire comportamenti illeciti.
- Integrazione nello Spazio Aereo: RID facilita l’integrazione sicura dei droni nello spazio aereo condiviso con altri velivoli.
Come Funziona?
I droni dotati di Direct Remote Identification trasmettono i dati di volo in broadcast utilizzando le tecnologie Bluetooth (2.4 GHz) & Wifi Beacon. Questi segnali possono essere captati da applicazioni mobili, ricevitori specifici o infrastrutture dedicate. Le informazioni raccolte sono quindi accessibili sia alle autorità che al pubblico, a seconda delle normative locali.
Da quando è obbligatoria la RID?
Dal 1° gennaio 2024, tutti i droni che operano in categoria Specific (compresi gli scenari standard nazionali ed Europei) e tutti i droni in categoria Open con marcatori di classe (C1, C2, C3, C5 e C6), devono dotarsi di un sistema di identificazione remota. Tale sistema può essere integrato direttamente nel mezzo, come accade per i nuovi droni “classificati” in commercio, oppure poggiarsi su di un device esterno (Remote Identification Module) sviluppato da terze parti. Il sistema dev’essere inoltre tenuto aggiornato, soprattutto se esterno e tale da essere collocato all’occorrenza su mezzi diversi.
Chi produce i Remote Identification Module?
Numerose aziende offrono già sul mercato moduli di identificazione remota, fornendo la conformità rispetto ai requisiti previsti dai regolamenti comunitari. Qui la lista pubblicata da EASA: EU Declaration of Conformity list
La RID nel prossimo futuro
Con l’introduzione di regolamentazioni sempre più stringenti a livello globale, la Direct Remote Identification sta diventando un requisito standard per tutti i droni. Questa tecnologia rappresenta un passo avanti verso un uso più sicuro e responsabile dei droni, permettendo di bilanciare innovazione e sicurezza.

